Oratorio Salesiano Chioggia

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60 anni di don Italo

A colloquio con don Italo per i 60 anni del suo sacerdozio

Salesiani Chioggia


Don Italo Fantoni è sacerdote da 60 anni. Uomo tutto di Dio e "innamorato" da sempre di Maria Ausiliatrice, da giovane sacerdote nella nostra città ha saputo dividere il tuo tempo tra il gioco del pallone con i "curatori de canestrei", i garzoni dei panettieri, gli apprendisti "mureri", i senza lavoro e la banda, gli Scouts, la scuola, la sua ricerca spirituale…: era l’organizzatore, il fratello, l’amico … l’Oratorio stesso! Ora un po’ meno giovane continua a prodigarsi per gli altri donando ogni giorno una speciale testimonianza di vita fatta non solo di ricordi ma soprattutto di progetti per rendere migliori i giovani e farli diventare Buoni cristiani e onesti cittadini. Ecco alcuni dei suoi molteplici pensieri donati alla città di Chioggia, alla Comunità parrocchiale e oratoriana in un recente colloquio.


Don Italo sei nato…
il 15 giugno1927 a S. Martino Buon Albergo (Vr): tra le varie ipotesi su questo nome c’è anche quella che sia stato Napoleone stesso a chiamarlo così dopo una notte di passaggio in questo comune.

Come è nata la tua vocazione salesiana? Sacerdote quando?
Avevo un cugino seminarista a Verona e questo mi incuriosiva. La maestra, parente di un grande salesiano, ucciso in Cina, dopo un tema in classe mi lasciò dentro il cuore un interrogativo. Già il mio papà era stato accolto da ragazzo, per motivi economici, dai Salesiani. A Verona conobbi prima i Padri Filippini e frequentai il Ginnasio (la Scuola Secondaria di primo grado di oggi) al Don Mazza. Alla fine della seconda ginnasio, con una bella pagella, sono arrivato al Seminario diocesano di Mantova: qui sono rimasto otto anni fino al secondo anno di Teologia. Ai Salesiani di Verona, che conoscevo bene perché d’estate andavo in montagna presso la loro casa di Erbezzo, arrivai nell’ottobre del 1948. Vissi l’anno di Noviziato ad Albarè con prima Professione Religiosa Salesiana e poi tre anni di Tirocinio, uno a Chioggia (1950-1951), due anni a Trento (1951-1953); continuai con due anni di Teologia a Monteortone dove venni ordinato sacerdote il 29 giugno 1955, festa dei Santi Pietro e Paolo.

Dove hai iniziato il tuo ministero sacerdotale? Cosa ricordi? Cosa ti piaceva?
“Sacer-dator”, datore di cose sacre! Già durante l’estate a Chioggia nel 1955. Tutto mi dava gioia: le pratiche di pietà, l’insegnamento della Religione nelle scuole, il coro, la banda, gli Scouts, il teatro, i chierichetti e tutto il cortile; le partite di calcio con i giovanotti alle 14.00, perchè poi andavano a lavorare, e subito dopo i ragazzi. Alle 16.30 la preghiera, alla presenza spesso del Salesiano Coadiutore Brando Sartori, con il famoso corri corri di coloro che non volevano parteciparvi. Lasciai Chioggia per una nuova “obbedienza” nel settembre del 1967.

Quali altri ambienti salesiani hai vissuto? Quale il tuo impegno oggi?
Sono stato tre anni direttore agli Alberoni, poi a Trieste per 15 anni, altri 15 anni a Porto Viro, 10 anni a Marghera e ora di nuovo a Chioggia dal 2010. Con il peso dei miei 88 anni, collaboro per seguire gli anziani della parrocchia, sono disponibile per le S. Messe anche in città, faccio un po’ di “ripetizione scolastica” e dico qualche “parola buona” nello stile di Don Bosco ai ragazzi che ne hanno bisogno, sono volentieri presente per la “buonanotte” degli Ex Allievi, sono molto spesso in Chiesa per la preghiera e le confessioni.

Che differenza hai notato tra la tua prima presenza a Chioggia e quella attuale?
La differenza è il miracolo della Provvidenza! C’era in quegli anni una sola bicicletta a disposizione di tutti…ora c’è di tutto e tutto è utile. Viene allora in mente un pensiero ripetuto più volte dai benefattori: “Voi pensate ai giovani, noi penseremo al resto!”.

Ci doni un pensiero che ha guidato la tua vita?
Non so come ringraziare il Signore per avermi ispirato la vocazione di Sacerdote Salesiano e per quel poco che ho fatto! Maria Ausiliatrice mi ha sempre sostenuto come una mamma!

Grazie, Don Italo, per quello che sei e quello che fai! Sei veramente stato Don Bosco in mezzo a noi! E allora ti vogliamo fare festa martedì 2 giugno nella S. Messa delle ore 10.30 e poi in cortile. Un invito al lettore: se in qualche modo hai avuto la fortuna di “incontrare” Don Italo, non mancare!

Autore:
Pia Donaggio

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